La pasta polimerica o argilla polimerica, traduzione letterale dell’inglese polymer clay, è una pasta modellabile sintetica termoindurente. In parole povere una sorta di plastilina “speciale” che non secca all’aria ma, dopo essere stata modellata, viene cotta in forno e indurisce. Sarebbe più corretto parlare di “paste polimeriche” in quanto ne esistono diverse tipologie e marche.

Per vedere tutti i lavori da noi realizzati con questi materiali fai clic qui.

 

Cosa si può fare con le paste polimeriche?

Esistono diverse tecniche per realizzare oggetti e monili. La tecnica che abbiamo sviluppato prevede principalmente l’utilizzo di sfoglie di pasta da cui intagliamo, con cutter di precisione e bisturi, disegni originali creati da noi. E’ possibile trovare anche stampi al silicone che a noi non piace molto utilizzare perché preferiamo che ogni oggetto sia unico . Vedi qui ad esempio i nostri quadri in pasta polimerica o le calamite.Disegni in rilevo realizzati con pasta polimerica fimo cernit sculpey - le INsolite Cose

La pasta polimerica può anche naturalmente modellata a mano per realizzare oggetti in tre dimensioni.

Paste polimeriche - oggetti modellati - le INsolite Cose

Realizziamo anche disegni su richiesta a partire da idee e proposte.
Se cerchi un oggetto particolare contattaci.

cornici portafoto personalizzate - le inSolite Cose

 

Qual è la differenza tra pasta polimerica e fimo?

Le paste polimeriche sono generalmente note con il nome commerciale dei marchi più diffusi quali FIMO® prodotto dalla STAEDTLER® o il Cernit® ma ne esistono di altri quali ad esempio Premo! Sculpey® o Kato Polyclay. Tutte le paste polimeriche sono simili ma hanno caratteristiche specifiche che le rendono più adatte alle varie tecniche e lavorazioni. Abbiamo testato le varie marche in commercio e utilizziamo quella più adatta in base alle necessità.

Per maggiori informazioni visita i siti dei produttori.

PC

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Scegliere il tipo e il colore giusto è un’impresa!

Quali colori ci sono?

Le paste polimeriche sono disponibili in panetti già colorati. I colori possono essere mescolati tra loro per ottenere nuove sfumature. E’ possibile quindi ottenere qualsiasi colore.
Sono inoltre disponibili alcuni colori con “effetti speciali” come i metallici (oro, argento, rame), madreperla, glitter, e fluo. Inoltre gli oggetti possono essere dipinti – prima o dopo la cottura – per ottenere particolari effetti o finiture.

Colori paste polimeriche -photo-by-www.leinsolitecose

Gli oggetti in pasta polimerica si rompono facilmente?

Gli oggetti in pasta polimerica sono generalmente resistenti e durevoli a patto che siano stati lavorati e cotti in maniera corretta.

Vedi ad esempio questo video in cui “maltrattiamo” i nostri orecchini a tavolozza 🙂

Il Fimo e le altre paste polimeriche sono tossiche?

Il Fimo e le altre paste polimeriche sono state riconosciute da diverse autorità sanitarie internazionali (fonte) come non tossiche.
Gli oggetti finiti, ovvero dopo la cottura, sono non tossici e anallergici essendo – de facto – plastica (PVC).  In base a quanto affermato dal produttore il Fimo non contiene ftalati dal 2006 (fonte)

le paste polimeriche sono tossiche... ma no! - le inSolite Cose

Alcuni miti e false credenze sulle paste polimeriche.

Esistono delle precauzioni dettate anche dal buon senso che riguardano chi lavora le paste polimeriche:

  • Non si mangia! Anche se alcuni dolcetti sono molto appetitosi meglio lasciar perdere. I produttori garantiscono che non sono presenti sostanze considerate tossiche tuttavia meglio tenerla fuori dalla portata di bambini o animali domestici. Per lo stesso motivo è consigliabile lavarsi le mani accuratamente dopo aver manipolato le paste polimeriche “crude” prima di manipolare cibi o bevande.
  • No alle stoviglie in pasta polimerica! Anche una volta cotte e bene non utilizzare le paste polimeriche per piatti, ciotole e altre stoviglie. La pasta polimerica è troppo porosa per essere adeguatamente pulita dopo l’uso. Meglio utilizzare le stoviglie in pasta polimerica per soli scopi decorativi.
  • Usa strumenti dedicati! Molti strumenti utilizzati per lavorare le paste polimeriche vengono direttamente dalla cucina: la macchina per la pasta, coltelli, grattugie, attrezzi per il cake design e molto altro. Una volta utilizzati con le paste polimeriche non dovrebbero essere più utilizzati con per il cibo.
  • Non bruciarle la pasta polimerica! (ovvio, no?)
    Cuocere la pasta polimerica alla corretta temperatura non genera “fumi tossici” di nessun tipo. Durante la cottura si sente un particolare odore che può risultare fastidioso. Se la pasta polimerica si brucia (perché la temperatura del forno era troppo alta o perché gli oggetti sono stati lasciati nel forno troppo a lungo) ecco i “fumi tossici”: coprirsi naso e bocca, aerare bene l’ambiente e pulire accuratamente. I fumi sprigionati possono irritare occhi, naso e gola ma non hanno effetti permanenti. La soluzione ottimale è dotarsi di un forno dedicato da utilizzare all’aperto o in un ambiente ventilato.

(fonte: Polymer Clay Web)

Altri articoli sulla sicurezza (in inglese):

Le INSolite Cose - Creazioni con paste polimeriche.

Un materiale nuovo? Non proprio… ha più di 50 anni!

Le origini di FIMO risalgono al 1939 quando la famosa creatrice di bambole Käthe Kruse sviluppò un nuovo materiale per assemblare le sue teste di bambola.

Poiché tale prodotto mal si adattava alla produzione in serie, sua figlia Sophie cominciò a sperimentare con il nuovo materiale. Vi mescolò colori brillanti e lo plasmò in una varietà di forme e oggetti.

“L’essere umano vuole istintivamente plasmare oggetti; è il suo modo di  coltivare e preservare per sé qualcosa di caro” è il riassunto che Sophie Rehbinder-Kruse fa della sua filosofia e che mise in atto con lo sviluppo del primo kit per modellare nel 1954.

Il marchio di fabbrica FIMOIK deriva dalle prime due lettere del suo soprannome ‘Fifi’, di ‘modellare’ e le finali di mosaico, una delle sue tecniche preferite.  Successivamente venne modificato nel più orecchiabile FIMO.

(fonte: sito ufficiale della Staedtler)